Il portale di San Giorgio a Ragusa Ibla è l’unico elemento architettonico sopravvissuto al terremoto.

L’omonima chiesa fu distrutta in occasione del tremendo terremoto del 1693 che distrusse gran parte della Sicilia orientale.

Portale di San Giorgio a Ragusa Ibla - Particolare

Il Portale di San Giorgio a Ragusa

La chiesa di San Giorgio fu costruita, infatti, a Ragusa Ibla intorno al XII secolo in un luogo diverso rispetto a quello in cui oggi sorge l’odierno duomo di San Giorgio.

La chiesa formava una grande struttura a tre navate delimitate all’interno da due fila di sette colonne.

Le grandi dimensioni e la ricchezza degli interni rendevano i luoghi particolarmente suggestivi.

Questa sensazione si amplificava alla vista dell’enorme campanile, frutto dell’ingegno dell’architetto ragusano DiMarco, che toccava i cento metri di altezza e si poneva fra i più grandi del tempo.

Il Portale di San Giorgio a Ragusa è di colore rosa chiaro e costituito da pietre in calcare.

Costituisce un significativo esempio di stile architettonico gotico-catalano.

Nella parte centrale del portale, in alto, viene raffigurata la classica lotta fra il San Giorgio e il drago:

in altorilievo è rappresentato il santo nell’atto di trafiggere la bestia, il tutto sotto gli occhi della regina di Berito che guarda la scena in ginocchio.

La scena sopra descritta è circondata da una lunetta costituita da diversi archi:

Sono rappresentati vari mestieri e arti, foglie e fiori, oltre che la raffigurazione di esseri fantastici e mostri.

L’ultimo fascio, il nono, non assume la forma ad arco ma in corrispondenza della parte più alta si apre  assumendo la forma di un grande fiore sbocciato.

Il portale di Ibla rappresenta uno delle opere-simbolo di Ragusa, conosciuta in tutto il mondo:

si ricorda al riguardo la premiazione per l’assegnazione, da parte del Presidente della Repubblica, del premio nazionale Portale d’argento.

Portale di San Giorgio a Ragusa Ibla

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