La chiesa San Giovanni degli Eremiti si trova nel centro storico di Palermo, vicino al Palazzo dei Normanni.

L’edificio è un classico esempio di struttura araba in Sicilia che richiama allo stile della chiesa di San Cataldo.

Chiesa San Giovanni degli Eremiti

La Chiesa San Giovanni degli Eremiti

Rivestì con buone probabilità la funzione di moschea durante il periodo arabo (IX secolo).

Ricevette successivamente le attenzioni del re normanno Ruggero II che lo fece ricostruire nel 1136 in onore di San Giovanni Evalgelista.

Da ultimo, fu ripreso e restaurato nel 1880 dall’architetto Giuseppe Patricolo.

Da quello che si può oggi ammirare, la chiesa raccoglie maggiormente l’eredità araba.

Questa si percepisce subito dalla presenza di cinque cupole di colore rosso fiammante che si ergono al di sopra di strutture geometriche squadrate.

Chiesa San Giovanni Eremiti Chiesa San Giovanni degli Eremiti Chiesa San Giovanni degli Eremiti

Le cupole divergono fra di loro per dimensione, e sono  disposte,  a diversa altezza, secondo lo schema della chiesa:

La chiesa è a croce latina, con la caratteristica forma a T.

La cupola più alta, sulla campata sinistra del transetto, riveste il ruolo di torre campanaria:

è in stile gotico, con quattro aperture sormontate da arco a sesto acuto.

Rappresenta un classico esempio di adattamento di un tempio arabo al servizio di una religione cristiana.

Esiste una evidente contrapposizione fra la rotondità delle cupole emisferiche nella parte superiore e la spigolosa forma di cubo o parallelepipedo della sottostante struttura.

Essa trova giustificazione nella simbologia di cui la chiesa è portatrice:

la fusione di un ideale di stabilità e fermezza del quadrato, rappresentante la terra, con l’infinito ciclico della sfera, rappresentante l’eternità e il metafisico.

Interno della Chiesa di San Giovanni degli Eremiti

Per quanto riguarda l’interno della Chiesa San Giovanni degli Eremiti, l’ambiente è costituito da elementi costruttivi in tufo, a navata unica, e termina nei tre absidi del transetto.

Non ci sono decorazioni o abbellimenti, ma tutto è caratterizzato da semplicità e armonia.

Ambienti separati insistono in corrispondenza di ogni cupola, lasciando nell’osservatore quella percezione di unitarietà e di insieme:

a ogni passo si percepisce, infatti, quel senso di centralità emanato dalla singola cupola.

Allo stesso tempo si avverte un senso di divenire e avvicinamento al presbiterio all’interno di un ambiente omogeneo.

Infine, un ruolo determinante è rivestito anche dalla luce:

questa penetra all’interno della chiesa attraverso delle lastre di gesso traforate (transenne) e contribuisce a riprodurre un’atmosfera mistica.

In particolare, nello spazio riservato al sacerdote la luce giunge in modo filtrato dando l’impressione della presenza di Dio.

Nei pressi della chiesa è, poi, presente anche un chiostro, splendido giardino di forma rettangolare, frutto della volontà di Ruggero II, risalente al XII secolo.

La rigogliosa vegetazione è racchiusa da una cinta muraria, accompagnata da un elegante colonnato (colonne binate) con arcate a sesto acuto in stile gotico.

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