La chiesa di San Cataldo a Palermo è ubicata in piazza Bellini, accanto alla chiesa della Martorana.

Chiesa di San Cataldo Chiesa di San Cataldo

Chiesa di San Cataldo

La chiesa di San Cataldo è facilmente riconoscibile per la presenza delle tre caratteristiche cupole di colore rosso.

Queste danno risalto a tutta la costruzione, conferendole un chiaro gusto arabo.

L’edificio risale al periodo normanno (XII secolo) e si colloca presumibilmente fra il 1154 e il 1160.

La chiesa ha nei secoli assistito a cambiamenti di proprietà e, finanche, di destinazione d’uso.

Infatti, pochi anni dopo la sua costruzione, nel 1182, fu donata da Guglielmo II al monastero dei frati Benedettini di Monreale che la detenne fino al XVIII secolo (1787).

Ma il periodo più incredibile  fu  quello che la vide dal 1867 adibita dalle Poste di Palermo, addirittura, a deposito della corrispondenza per i portalettere.

In questo periodo la chiesa rischiò di vedere danneggiati sia i pavimenti musivi sia le cupole, coperte da una coltre di pesanti tegole.

Fortunatamente nel 1882 la chiesa venne restaurata e ricondotto agli antichi splendori da Giuseppe Patricolo.

Per quanto riguarda la sua struttura, l’edificio, è molto simile alla chiesa di San Giovanni degli Eremiti.

E’ realizzato in pietra arenaria e assume la forma di un parallelepipedo, presentando lungo le facciate delle arcate cieche nelle quali si innestano dei finestroni.

La peculiarità della chiesa è, ovviamente, rappresentata dalle tre cupole di colore rosso che danno luce e risalto all’ambiente circostante.

La cupola nell’ambiente sacro, soprattutto nel contesto normanno, ha, infatti, una particolare valenza:

raffigura quasi sempre al suo interno l’immagine di Cristo pantocratore.

Con la sua forma sferica, rappresenta il mondo terreno e il legame che lo unisce al divino.

Interno della chiesa di San Cataldo

Chiesa di San Cataldo

Le pareti interne non sono decorate, ma sono appositamente lasciate in stato rustico, con i mattoni in evidenza.

I capitelli dei colonnati risalgono probabilmente a un periodo precedente l’edificazione della chiesa, forse prelevati da altri luoghi sacri.

L’unica nota decorativa dell’interno è costituita dal pavimento:

questo è realizzato in marmo con l’inserimento di mosaici e presenta un classico esempio di arte decorativa araba con evidenti scopi cristiani.

Una tenue luce penetra dalle finestre poste lungo i lati della chiesa, da quelle della facciata e dalle absidi;

mentre una luce bianca rischiara la parte superiore dell’edificio in prossimità delle cupole in cui sono presenti delle finestrelle.

Infine l’altare in marmo bianco reca, scolpiti la Santa Croce e un uomo, un leone, un vitello e un’aquila:

simboli che, secondo la tradizione cristiana si riferiscono ai quattro evangelisti.

Oggi la chiesa non è più utilizzata come luogo sacro ma è la sede dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

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