Il Tempio della Concordia ad Agrigento fu costruito nel V secolo a.C. su un alto promontorio.

Alla sua centralità fa da cornice un paesaggio mozzafiato costituito dalle circostanti colline di creta.

Tutto degrada verso il mare in un contesto in cui è ancora possibile osservare il solco lasciato dal fiume Akragas.

Tempio della Condordia

Tempio della Concordia ad Agrigento

Il tempio della Concordia ad Agrigento sembra non aver subito quasi per niente gli effetti deleteri del tempo.

Esso, ai giorni nostri, rappresenta uno dei templi meglio conservatisi non solo dell’agrigentino ma di tutta l’antichità.

La sua bellezza sopravvive nonostante l’utilizzo, durante la fase realizzativa, di materiali friabili.

A differenza degli altri templi, le fonti non ci tramandano a quale divinità fosse dedicato.

L’attuale denominazione (tempio della Concordia) deriva da un’iscrizione latina rinvenuta, nei dintorni del tempio, dallo storico Fazello (1490- 1570) e non avente, invero, alcun legame con esso.

La ragione della sua longevità deriva dalla trasformazione in chiesa greco-ortodossa nel VI sec. d.C.

Ciò ha permesso l’adeguamento dell’antico tempio alle esigenze delle strutture sacre bizantine e ha contribuito a rafforzarlo fin dalle fondamenta.

Interno del Tempio della Concordia

L’attuale pianta del tempio, che fu poi utilizzato come basilica, è il risultato di alcune modifiche strutturali praticate dai Bizantini.

Fu infatti eliminato l’altare pagano e riempito lo spazio interno attraverso l’edificazione di una parete.

Questa si inserisce fra gli intercolunni delle colonne interne così da formare i tre ambienti separati (le tre navate).

Inoltre si ebbe l’apertura della cella attraverso la scomparsa del muro di fondo e la creazione di dodici aperture arcuate lungo le pareti:

a seguito di questi cambiamenti la cella coincise con la navata centrale.

Esterno del Tempio della Concordia

Dall’esterno si nota l’imponente colonnato in stile dorico che si erge sopra un basamento in pietra.

Esso fu costruito per dare stabilità a tutta la struttura e per superare le difficoltà che derivano dal terreno molto sconnesso.

Lungo le colonne sono praticate le scanalature proprie delle colonne classiche ed è presente l’effetto di “correzione ottica”, proprio di molti templi antichi:

le colonne, infatti, non presentano la medesima larghezza in tutti i loro punti, ma presentano un piccolo allargamento a circa 2/3 di altezza (entasi).

Questo permette di vedere piena la colonna anche da lontano.

Inoltre, le colonne sono anche leggermente piegate verso l’interno della parte frontale, così da apparire perfettamente parallele e dritte.

Sopra le colonne, terminanti in capitelli dorici, si erge il frontone:

la sua struttura triangolare è semplice e priva di decorazioni.

La basilica prese il nome di San Gregorio delle Rape:

fu, infatti, il vescovo Gregorio a volere la consacrazione della chiesa;

il nome deriva anche dal fatto che uno degli idoli pagani del tempio si chiamava Raps.

Tempio della Concordia ad Agrigento

Tempio della Concordia ad Agrigento

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