Il duomo di San Giorgio a Modica è generalmente considerato il simbolo del Barocco in Sicilia.

E’ inserito dall’UNESCO nella lista dei beni patrimonio dell’umanità.

Modica

Lo stile barocco del duomo di San Giorgio a Modica deriva, tuttavia, da un evento tragico:

Il terribile terremoto del 1693 rase letteralmente al suolo molte città dell’area sud-orientale della Sicilia.

Queste furono successivamente ricostruite secondo i dettami dell’arte barocca.

Il Duomo di San Giorgio a Modica

Edificazione

Il Duomo di San Giorgio a Modica sorge sul luogo di un precedente tempio dedicato alla Santa Croce distrutto da un’incursione araba nell’845.

A dirigere i lavori fu chiamato lo stesso artefice del duomo barocco di Ragusa Ibla, Rosario Gagliardi.

L’edificazione della prima parte della facciata risale al 1738 che fu completata successivamente nel 1760.

Dopo più di un secolo dall’inizio dei lavori, nel 1834, la Chiesa viene terminata.

Fu realizzato il terzo ordine architettonico e la cuspide ad opera di Gaspare Cannata.

La Facciata

L’elegante facciata presenta delle colonne centrali che canalizzano lo sguardo verso l’alto.

Inoltre, la imponente scalinata e la posizione urbanistica conferiscono alla chiesa una solennità metafisica.

Infatti, il sagrato è costituito da una profonda scalinata, secondo il progetto di Francesco Di Marco:

un principale corpo di scalini adiacente alla facciata che si biforca in due rampe distinte.

Queste vanno a formare, ricongiungendosi nella parte più bassa, una figura geometrica particolare.

la finalità era forse quella di costituire ristoro e riposo per coloro che affrontavano la salita.

Duomo di San Giorgio a Modica Duomo di San Giorgio a Modica

La chiesa presenta la classica facciata a torre inglobando nel corpo centrale il campanile.

La particolarità che risalta all’occhio è la sua propensione verso il cielo, di collegamento diretto con il divino:

Contribuiscono a intensificare questa sensazione le colonne, con capitelli in stile corinzio.

Esse sono presenti in coppia ai lati dell’ingresso principale e riproposte anche negli ordini superiori.

La parte più bassa, invece, è costituita da cinque porticati, speculari alle cinque navate della chiesa.

Di particolare pregio l’ornamento dell’ingresso principale:

raffigura tre angeli che reggono la centrale cornice recante l’iscrizione latina “Mater Ecclesia”.

La pianta è a croce latina.

Presenta una cupola sotto la quale fu predisposta dal matematico Armando Perini una meridiana pavimentale.

Lungo le navate laterali sono presenti numerose cappelle riccamente ornate.

Interno

Da ricordare, fra le ricchezze custodite all’interno della chiesa:

– un organo a canne del 1885;

– il Polittico del Niger commissionato nel 1513 rappresentante scene della vita di Gesù e dei santi Giorgio e Martino;

– infine la “Santa Cassa”, del XIV in stile veneziano, al pari dell’altare maggiore, completamente realizzata in argento intarsiato.

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