Agrigento (in dialetto siciliano “Girgenti”) si trova nella parte sud-occidentale dell’isola.

E’ una città che ospita quasi 60.000 abitanti.

E’ possibile cliccare sulle foto seguenti che rappresentano i monumenti più importanti di Agrigento:

la Valle dei Templi, il Tempio della Concordia, il Tempio di Giunone, il Tempio di Ercole, il Tempio di Castore e Polluce.

Valle dei Templi di Agrigento
La Valle dei Templi
Tempio della Concordia di Agrigento
Tempio della Concordia
Tempio di Giunone
Tempio di Giunone
Tempio di Ercole ad Agrigento
Tempio di Ercole
Tempio di Castore e Polluce
Tempio di Castore e Polluce
Tempio di Giove
Tempio di Giove

Agrigento

La città di Agrigento è collocata sulla sommità di due colline a circa m 300-350 sul livello del mare.

E’ delimitata a sud da un terzo colle, la Collina dei Templi, così da formare un’ampia valle centrale quasi pianeggiante: la Valle dei Templi.

All’interno si sviluppa il centro abitato. Tale scelta fu dettata soprattutto da esigenze di carattere militare:

permettere lo sviluppo urbano all’interno di un territorio le cui caratteristiche morfologiche permettessero una naturale difesa dagli attacchi delle popolazioni nemiche.

La polis di Agrigento

A seguito di un probabile insediamento da parte dei Siculi, la polis di Agrigento, dal greco Akragas, fu fondata nel 581 a.C..

Prese il nome del fiume che attraversa i luoghi (l’odierno San Biagio).

La sua nascita costituisce uno degli ultimi atti dell’espansionismo greco (verso ovest) in Sicilia, cominciato nell’VIII sec. a.C. a Naxos da popolazioni di stirpe eubea.

Fondamentale per la nascita di Akragas fu il contributo dei “geloi” (abitanti della polis di Gela), che circa un secolo dopo la fondazione della propria città, decisero di insediarsi nell’agrigentino.

La ragione che spinse questi ultimi a fondare l’attuale Agrigento, espandendo il controllo del territorio verso la parte occidentale dell’isola, fu di marca squisitamente strategico-militare:

creare una città satellite che si frapponesse alla sempre più potente Selinunte (a ovest dell’isola) per ostacolarne l’espansione, salvaguardando al contempo la polis gelese;

per questo la città fu costruita lungo l’akragas, all’interno di altri due fiumi, Himeras e Halykos a pochi chilometri dal mare.

Esistono, però, anche ragioni di carattere economico:

nonostante l’area non fosse frequentata in misura massiccia da commercianti greci, così come accadeva nell’estremo est della Sicilia, fu un importante fulcro commerciale.

Fu anche centro di produzione agricola, soprattutto di cereali, olio d’oliva e vino.

Il territorio fu adibito anche alla pastorizia e all’allevamento di cavalli:

la cavalleria era l’elemento principale dell’esercito greco.

Agrigento provincia romana

Agrigento diviene pertanto florida e potente, al punto da confrontarsi, anche se con alterne vicende, con grandi imperi:

Cartagine e Siracusa fino alla comparsa dei Romani.

Con lo scoppio delle guerre Puniche e l’affermazione dell’Impero Romano, l’antica Akragas diventa civitas decumana:

è così obbligata a corrispondere a Roma la decima parte del suo raccolto.

In tale periodo acquisisce la denominazione in uso presso i latini: Agrigentum.

Dopo secoli di dominio romano, subisce varie incursioni di popolazioni nordiche (Vandali di Genserico, Goti di Teodorico).

Agrigento diviene poi preda degli Arabi nel 827.

Gli arabi, in breve tempo, la riportano agli antichi splendori, rendendola di nuovo un importante centro economico:

in questo contesto la città cambia denominazione e assume il nome di Kerkent.

Dopo l’XI sec. si chiamerà, invece Gergent: saranno i Normanni ad amministrare il territorio.

Da qui, e fino al 1927, il nome della città sarà ufficialmente Girgenti.

(come del resto è chiamato in dialetto siciliano fino ai nostri giorni).

A partire dal 1927, su ordine di Mussolini, riprende il nome romano e assume l’attuale denominazione di Agrigento.